Per il troppo amore.

27 08 2009

Lavo viso e collo frequentemente e con metodo. In pochi giorni riduco il sapone a un esile osso di seppia e poi lo unisco con pressione leggera sul fianco di quello nuovo.

Sono normale. Solo le mie piante non sono normali. Crescono molto veloci e da anni coprono tutto il soffitto, che ormai si screpola. Regolarmente tutto quello che interro sviluppa con vigoria e insolita misura. Dovevo fare il botanico, dovevo. Invece per quarant’anni ho dato il resto dai finestrini, al casello che sta a dieci minuti da qui. Senza mai sbagliare.

Anche il nòcciolo del mango è cresciuto: da tempo mi blocca la porta del bagno. E’ stato uno stupido gioco sputarlo nel vaso ma è cresciuto lo stesso, non è giusto.

Oggi mi fisso sul vuoto giù dal balcone e mi gira la testa. Non respiro. Per il troppo amore, l’unica pianta che ho ucciso fu quella che mi lasciasti. Nel 1975. Troppa acqua per il troppo amore.


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